S. 65 / Nr. 12 Rechtsgleichheit (Rechtsverweigerung) (i)

BGE 70 I 65

12. Sentenza del primo maggio 1944 nella causa Boldi contro eredi Danieli.


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Regeste:
Art. 4 CF, diritto di essere udito. Citazione del convenuto mediante
raccomandata postale; obbligo del giudice di accertarsi che la citazione sia
effettivamente pervenuta al convenuto.
Art. 4 BV, Anspruch auf rechtliches Gehör in Zivilsachen. Vorladung des
Beklagten durch eingeschriebene Postsendung; Pflicht des Richters, sich
darüber zu vergewissern, ob die Vorladung dem Beklagten wirklich zugekommen
ist.
Art. 4 CF. Droit d'être entendu en matière civile. Citation du défendeur par
missive postale recommandée. Devoir du juge de s'assurer que la citation est
parvenue au destinataire.

Estratto dai considerandi.
Il locatore, che chiede la consegna della cosa locata (art. 271 CO) e lo
sfratto dell'inquilino, fa valere una pretesa di diritto civile. La sentenza,
che statuisce su una tale domanda, è una sentenza civile, anche se, giusta le
norme processuali cantonali, è pronunciata in una speciale procedura sommaria.
Già in virtù del diritto d'essere udito che discende dall'art. 4 CF, una
siffatta domanda non può essere accolta senza che sia data al convenuto la
possibilità di difendersi: se il giudizio non è preceduto da uno scambio di
allegati scritti, ma da una discussione orale, il convenuto dev'essere citato
a questa discussione. Inoltre l'art. 563

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combinato con l'art. 34 del CPCT prescrive espressamente che ambedue le parti
siano «udite nelle loro ragioni, eccezioni e prove». Affinchè il convenuto sia
citato, non basta che l'atto di citazione gli sia stato spedito, ma occorre
anche che gli sia stato notificato o possa considerarsi come notificato a
motivo del di lui atteggiamento. Si dovrebbe ammettere senz'altro che la
notifica è avvenuta, se il Boldi avesse rifiutato di accettare l'invio postale
raccomandato presentatogli. Così non è però in concreto. Secondo la versione
del ricorrente, che non è contestata dal Pretore supplente e dalla controparte
Danieli, non è stato possibile recapitargli la lettera raccomandata perchè era
assente. In un siffatto caso, il fattorino deve tentare una seconda volta la
distribuzione al prossimo o ad un successivo giro e, se anche questo tentativo
rimane infruttuoso, lasciare al domicilio del destinatario un avviso che lo
invita a ritirare l'invio presso l'ufficio postale entro un determinato
termine, il quale è di quattro giorni per gli invii raccomandati senza
rimborso. Spirato infruttuosamente questo termine, l'invio è rimandato come
non recapitabile al mittente (art. 100 e 114 dell'ordinanza d'esecuzione I
della legge federale sul servizio delle poste, del 15 agosto 1939).
Il quesito se l'omesso ritiro delle lettera raccomandata equivalga
all'effettivo ricevimento di essa può restare insoluto. Nel fattispecie non si
può presumere che il Boldi abbia ricevuto l'invito di ritirare la
raccomandata, benchè il fattorino dichiari di aver deposto nella di lui
cassetta per le lettere il modulo regolamentare. Un siffatto modulo dev'essere
equiparato ad una semplice lettera: per i motivi esposti nella sentenza I
febbraio 1935 su ricorso Reif (RU 61 I pag. 6 consid. 3 e seg.), non è lecito
presumere fino a prova del contrario (la quale è, di regola, impossibile) che
il destinatario ha ricevuto questo modulo. Sviste degli agenti postali nella
distribuzione degli invii non sono escluse e non di rado consistono nel
mettere un invio in una cassetta per le lettere che non è quella del

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destinatario. Il giudice, che prima della discussione sull'istanza di sfratto
non è in possesso d'una ricevuta, dalla quale risulti che la citazione è
pervenuta al convenuto, deve acoertarsi in altro modo se la notifica è stata
effettivamente fatta.
Del resto, il Pretore supplente e la controparte non sostengono che si debba
ammettere, sino a prova del contrario, il ricevimento dell'avviso di ritirare
la lettera raccomandata, ma pretendono essere irrilevante che il convenuto
ignorasse la citazione, poichè l'istanza di sfratto è stata accolta non
soltanto a motivo della contumacia del convenuto, ma anche in base ad un esame
della validità della disdetta, esame che il ricorrente non impugna nè potrebbe
impugnare con valide ragioni. Neppure un tale giudizio sul merito poteva però
essere prolato senza che fosse data al ricorrente la possibilità di difendersi
nell'udienza prevista per la discussione dell'istanza di sfratto. D'altra
parte non importa se il Boldi abbia probabilità di far ammettere le sue
ragioni ed eccezioni contro la disdetta. Il diritto di essere udito, che
discende dall'art. 4 CF, è di natura formale e non presuppone quindi che la
parte dimostri un interesse materiale all'annullamento del decreto prolato in
violazione di questo diritto (RU 64 I pag. 148, consid. 2).
Il querelato decreto è quindi in contrasto con l'art. 4 CF e dev'essere
annullato. La Pretura di Bellinzona potrà pronunciare un nuovo giudizio che
accolga l'istanza di sfratto soltanto previa citazione del ricorrente alla
dicussione prevista dall'art. 564 CPCT.
Informazioni decisione   •   DEFRITEN
Decisione : 70 I 65
Data : 31. Dezember 1944
Pubblicato : 01. Mai 1944
Corte : Bundesgericht
Stato : 70 I 65
Ramo giuridico : BGE - Verfassungsrecht
Regesto : Art. 4 CF, diritto di essere udito. Citazione del convenuto mediante raccomandata postale; obbligo...


Parole chiave
Elenca secondo la frequenza o in ordine alfabetico
convenuto • questio • ricorrente • decisione • supplente • invio postale • comunicazione • direttive anticipate del paziente • azione • motivo • calcolo • quesito • bellinzona • irrilevanza • diritto civile • invio raccomandato • federalismo • cosa locata • mittente • procedura sommaria
Registro DTF
70-I-65
Registro di legislazione
CO: 271