Bundesverwaltungsgericht
Tribunal administratif fédéral
Tribunale amministrativo federale
Tribunal administrativ federal


Corte IV

D-4787/2013

Sentenza del 20 novembre 2014

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),

Composizione Hans Schürch, Fulvio Haefeli,

cancelliera Sebastiana Stähli.

A._______, nata il (...), il figlio

B._______, nato il (...),

Eritrea,
Parti
rappresentati dal signor Rosario Mastrosimone,

ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),

Quellenweg 6, 3003 Berna,

autorità inferiore .

Asilo ed allontanamento;
Oggetto
decisione dell'UFM del 25 luglio 2013 / N (...).

Fatti:

A.
A._______, cittadina eritrea di etnia tigrina e di religione cattolica, è nata a C._______ (Etiopia) dove avrebbe vissuto fino al 2002. Dal 2002 fino al 2009 avrebbe trascorso la sua vita ad Asmara (Eritrea) e dall'ottobre del 2009 fino alla partenza per la Svizzera, avvenuta a suo dire il (...) marzo 2012, avrebbe abitato a Khartoum (Sudan). A._______ è giunta in Svizzera in data 19 marzo 2012 ed il medesimo giorno ha depositato la domanda d'asilo in oggetto.

Sentita sui motivi d'asilo, la richiedente ha dichiarato in sostanza e per quanto è qui di rilievo, di essere espatriata per i problemi avuti a seguito della diserzione del marito (cfr. verbale di audizione del 29 marzo 2012 [di seguito: verbale 1], pagg. 8 e 9; verbale di audizione del 17 luglio 2013 [di seguito: verbale 2], Q92 segg., pagg. 9 segg.). In particolare, nel 2008 sarebbe stata convocata presso l'amministrazione per essere interrogata riguardo al marito (cfr. verbale 1, pag. 9; verbale 2, Q92, pag. 9). Le autorità avrebbero pure minacciato di arrestarla dopo che non avrebbe fornito informazioni sulla scomparsa del marito (cfr. ibidem). Grazie all'aiuto del padre che si sarebbe portato garante non sarebbe tuttavia stata arrestata (cfr. ibidem). In seguito le autorità avrebbero ritirato alla richiedente i buoni per fare la spesa (carta di rifornimento) ed i militari sarebbero venuti a più riprese al suo domicilio a cercare il marito (cfr. ibidem). Per questi motivi, nel 2009, la ricorrente sarebbe dunque partita alla volta del Sudan e della Svizzera.

A sostegno della sua domanda d'asilo la richiedente ha prodotto le copie dei documenti d'identità dei genitori. Tuttavia non ha prodotto documenti d'identità propri poiché, a suo dire, non avrebbe mai posseduto né il passaporto né la carta d'identità.

Il (...) 2013 A._______ ha dato alla luce il figlio B._______.

B.
Con decisione del 25 luglio 2013, notificata agli interessati in data 26 luglio 2013 (cfr. atti processuali), l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha respinto la succitata domanda d'asilo, pronunciato contestualmente l'allontanamento dell'interessata e di suo figlio dalla Svizzera, ritenendo nondimeno attualmente non ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento verso l'Eritrea, concedendo quindi loro l'ammissione provvisoria.

C.
In data 26 agosto 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 27 agosto 2013), gli interessati sono insorti contro la summenzionata decisione dell'UFM del 25 luglio 2013 con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) ed hanno chiesto in via principale l'annullamento della decisione impugnata e la concessione dell'asilo, in via subordinata il riconoscimento della qualità di rifugiato della ricorrente per motivi soggettivi insorti dopo la fuga e la restituzione degli atti di causa all'autorità inferiore per una nuova decisione. Hanno altresì presentato una domanda di esenzione dal pagamento anticipato delle presunte spese processuali con protesta di spese e ripetibili.

D.
Il Tribunale, con ordinanza del 24 settembre 2013, ha invitato l'UFM a presentare una risposta al ricorso entro un termine fissato il 9 ottobre 2013.

E.
L'UFM, con risposta del 3 ottobre 2013 trasmessa ai ricorrenti con possibilità di esprimersi in merito, ha confermato la decisione impugnata considerando che in sede di ricorso non sarebbero stati addotti fatti o mezzi di prova che permetterebbero di modificare il suo apprezzamento, per il che ha rinviato ai considerandi della decisione impugnata confermandoli pienamente.

F.
Con replica del 23 ottobre 2013, trasmessa all'UFM con possibilità di
esprimersi, i ricorrenti hanno presentato le loro osservazioni in merito alla risposta al ricorso dell'UFM ed hanno confermato le conclusioni presentate in sede ricorsuale.

G.
L'UFM, con duplica del 19 novembre 2013 trasmessa ai ricorrenti con diritto di esprimersi, ha nuovamente proposto la reiezione del gravame.

H.
In data 23 dicembre 2013, i ricorrenti hanno presentato la triplica nella quale hanno nuovamente chiesto l'accoglimento del ricorso.

Ulteriori fatti ed argomenti adotti dalle parti negli scritti saranno ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 6 Verfahrensgrundsätze - Verfahren richten sich nach dem Verwaltungsverfahrensgesetz vom 20. Dezember 1968 2 (VwVG), dem Verwaltungsgerichtsgesetz vom 17. Juni 2005 3 und dem Bundesgerichtsgesetz vom 17. Juni 2005 4 , soweit das vorliegende Gesetz nichts anderes bestimmt.
LAsi).

Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32
SR 173.32 Bundesgesetz über das Bundesverwaltungsgericht - Verwaltungsgerichtsgesetz
VGG Art. 32 Ausnahmen
1    Die Beschwerde ist unzulässig gegen:
1  Rahmenbewilligungen von Kernanlagen,
2  die Genehmigung des Entsorgungsprogramms,
3  den Verschluss von geologischen Tiefenlagern,
4  den Entsorgungsnachweis;
a  Verfügungen auf dem Gebiet der inneren und äusseren Sicherheit des Landes, der Neutralität, des diplomatischen Schutzes und der übrigen auswärtigen Angelegenheiten, soweit das Völkerrecht nicht einen Anspruch auf gerichtliche Beurteilung einräumt;
b  Verfügungen betreffend die politische Stimmberechtigung der Bürger und Bürgerinnen sowie Volkswahlen und -abstimmungen;
c  Verfügungen über leistungsabhängige Lohnanteile des Bundespersonals, soweit sie nicht die Gleichstellung der Geschlechter betreffen;
d  ...
e  Verfügungen auf dem Gebiet der Kernenergie betreffend:
f  Verfügungen über die Erteilung oder Ausdehnung von Infrastrukturkonzessionen für Eisenbahnen;
g  Verfügungen der unabhängigen Beschwerdeinstanz für Radio und Fernsehen;
h  Verfügungen über die Erteilung von Konzessionen für Spielbanken;
i  Verfügungen über die Erteilung, Änderung oder Erneuerung der Konzession für die Schweizerische Radio- und Fernsehgesellschaft (SRG).
2    Die Beschwerde ist auch unzulässig gegen:
a  Verfügungen, die nach einem anderen Bundesgesetz durch Einsprache oder durch Beschwerde an eine Behörde im Sinne von Artikel 33 Buchstaben c-f anfechtbar sind;
b  Verfügungen, die nach einem anderen Bundesgesetz durch Beschwerde an eine kantonale Behörde anfechtbar sind.
LTAF, il Tribunale, in virtù dell'art. 31
SR 173.32 Bundesgesetz über das Bundesverwaltungsgericht - Verwaltungsgerichtsgesetz
VGG Art. 31 Grundsatz - Das Bundesverwaltungsgericht beurteilt Beschwerden gegen Verfügungen nach Artikel 5 des Bundesgesetzes vom 20. Dezember 1968 1 über das Verwaltungsverfahren (VwVG).
LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 5 B. Begriffe / I. Verfügungen - B. Begriffe I. Verfügungen
1    Als Verfügungen gelten Anordnungen der Behörden im Einzelfall, die sich auf öffentliches Recht des Bundes stützen und zum Gegenstand haben:
a  Begründung, Änderung oder Aufhebung von Rechten oder Pflichten;
b  Feststellung des Bestehens, Nichtbestehens oder Umfanges von Rechten oder Pflichten;
c  Abweisung von Begehren auf Begründung, Änderung, Aufhebung oder Feststellung von Rechten oder Pflichten oder Nichteintreten auf solche Begehren.
2    Als Verfügungen gelten auch Vollstreckungsverfügungen (Art. 41 Abs. 1 Bst. a und b), Zwischenverfügungen (Art. 45 und 46), Einspracheentscheide (Art. 30 Abs. 2 Bst. b und 74), Beschwerdeentscheide (Art. 61), Entscheide im Rahmen einer Revision (Art. 68) und die Erläuterung (Art. 69). 1
3    Erklärungen von Behörden über Ablehnung oder Erhebung von Ansprüchen, die auf dem Klageweg zu verfolgen sind, gelten nicht als Verfügungen.
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 5 B. Begriffe / I. Verfügungen - B. Begriffe I. Verfügungen
1    Als Verfügungen gelten Anordnungen der Behörden im Einzelfall, die sich auf öffentliches Recht des Bundes stützen und zum Gegenstand haben:
a  Begründung, Änderung oder Aufhebung von Rechten oder Pflichten;
b  Feststellung des Bestehens, Nichtbestehens oder Umfanges von Rechten oder Pflichten;
c  Abweisung von Begehren auf Begründung, Änderung, Aufhebung oder Feststellung von Rechten oder Pflichten oder Nichteintreten auf solche Begehren.
2    Als Verfügungen gelten auch Vollstreckungsverfügungen (Art. 41 Abs. 1 Bst. a und b), Zwischenverfügungen (Art. 45 und 46), Einspracheentscheide (Art. 30 Abs. 2 Bst. b und 74), Beschwerdeentscheide (Art. 61), Entscheide im Rahmen einer Revision (Art. 68) und die Erläuterung (Art. 69). 1
3    Erklärungen von Behörden über Ablehnung oder Erhebung von Ansprüchen, die auf dem Klageweg zu verfolgen sind, gelten nicht als Verfügungen.
PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33
SR 173.32 Bundesgesetz über das Bundesverwaltungsgericht - Verwaltungsgerichtsgesetz
VGG Art. 33 Vorinstanzen - Die Beschwerde ist zulässig gegen Verfügungen:
1  die Amtsenthebung eines Mitgliedes des Bankrats, des Direktoriums oder eines Stellvertreters oder einer Stellvertreterin nach dem Nationalbankgesetz vom 3. Oktober 2003 2 ,
10  die Abberufung eines Verwaltungsratsmitglieds der Schweizerischen Trassenvergabestelle oder die Genehmigung der Auflösung des Arbeitsverhältnisses der Geschäftsführerin oder des Geschäftsführers durch den Verwaltungsrat nach dem Eisenbahngesetz vom 20. Dezember 1957 20 ;
2  die Abberufung eines Verwaltungsratsmitgliedes der Eidgenössischen Finanzmarktaufsicht oder die Genehmigung der Auflösung des Arbeitsverhältnisses der Direktorin oder des Direktors durch den Verwaltungsrat nach dem Finanzmarktaufsichtsgesetz vom 22. Juni 2007 3 ,
3  die Sperrung von Vermögenswerten gestützt auf das Bundesgesetz vom 18. Dezember 2015 5 über die Sperrung und die Rückerstattung unrechtmässig erworbener Vermögenswerte ausländischer politisch exponierter Personen,
4  das Verbot von Tätigkeiten nach dem NDG 7 ,
4bis  5. 9
5  die Abberufung eines Mitglieds des Institutsrats des Eidgenössischen Instituts für Metrologie nach dem Bundesgesetz vom 17. Juni 2011 10 über das Eidgenössische Institut für Metrologie,
6  die Abberufung eines Verwaltungsratsmitglieds der Eidgenössischen Revisionsaufsichtsbehörde oder die Genehmigung der Auflösung des Arbeitsverhältnisses der Direktorin oder des Direktors durch den Verwaltungsrat nach dem Revisionsaufsichtsgesetz vom 16. Dezember 2005 12 ,
7  die Abberufung eines Mitglieds des Institutsrats des Schweizerischen Heilmittelinstituts nach dem Heilmittelgesetz vom 15. Dezember 2000 14 ,
8  die Abberufung eines Verwaltungsratsmitglieds der Anstalt nach dem Ausgleichsfondsgesetz vom 16. Juni 2017 16 ,
9  die Abberufung eines Mitglieds des Institutsrats des Schweizerischen Instituts für Rechtsvergleichung nach dem Bundesgesetz vom 28. September 2018 18 über das Schweizerische Institut für Rechtsvergleichung,
a  des Bundesrates und der Organe der Bundesversammlung auf dem Gebiet des Arbeitsverhältnisses des Bundespersonals einschliesslich der Verweigerung der Ermächtigung zur Strafverfolgung;
b  des Bundesrates betreffend:
c  des Bundesstrafgerichts auf dem Gebiet des Arbeitsverhältnisses seiner Richter und Richterinnen und seines Personals;
cbis  des Bundespatentgerichts auf dem Gebiet des Arbeitsverhältnisses seiner Richter und Richterinnen und seines Personals;
cquater  c quinquies. 24 der Aufsichtsbehörde über die Bundesanwaltschaft auf dem Gebiet des Arbeitsverhältnisses ihres Sekretariats;
cter  der Aufsichtsbehörde über die Bundesanwaltschaft auf dem Gebiet des Arbeitsverhältnisses der von der Vereinigten Bundesversammlung gewählten Mitglieder der Bundesanwaltschaft;
d  der Bundeskanzlei, der Departemente und der ihnen unterstellten oder administrativ zugeordneten Dienststellen der Bundesverwaltung;
e  der Anstalten und Betriebe des Bundes;
f  der eidgenössischen Kommissionen;
g  der Schiedsgerichte auf Grund öffentlich-rechtlicher Verträge des Bundes, seiner Anstalten und Betriebe;
h  der Instanzen oder Organisationen ausserhalb der Bundesverwaltung, die in Erfüllung ihnen übertragener öffentlich-rechtlicher Aufgaben des Bundes verfügen;
i  kantonaler Instanzen, soweit ein Bundesgesetz gegen ihre Verfügungen die Beschwerde an das Bundesverwaltungsgericht vorsieht.
LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 105 Beschwerde gegen Verfügungen des SEM - Gegen Verfügungen des SEM kann nach Massgabe des Verwaltungsgerichtsgesetzes vom 17. Juni 2005 2 Beschwerde geführt werden.
LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 5 B. Begriffe / I. Verfügungen - B. Begriffe I. Verfügungen
1    Als Verfügungen gelten Anordnungen der Behörden im Einzelfall, die sich auf öffentliches Recht des Bundes stützen und zum Gegenstand haben:
a  Begründung, Änderung oder Aufhebung von Rechten oder Pflichten;
b  Feststellung des Bestehens, Nichtbestehens oder Umfanges von Rechten oder Pflichten;
c  Abweisung von Begehren auf Begründung, Änderung, Aufhebung oder Feststellung von Rechten oder Pflichten oder Nichteintreten auf solche Begehren.
2    Als Verfügungen gelten auch Vollstreckungsverfügungen (Art. 41 Abs. 1 Bst. a und b), Zwischenverfügungen (Art. 45 und 46), Einspracheentscheide (Art. 30 Abs. 2 Bst. b und 74), Beschwerdeentscheide (Art. 61), Entscheide im Rahmen einer Revision (Art. 68) und die Erläuterung (Art. 69). 1
3    Erklärungen von Behörden über Ablehnung oder Erhebung von Ansprüchen, die auf dem Klageweg zu verfolgen sind, gelten nicht als Verfügungen.
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 5 B. Begriffe / I. Verfügungen - B. Begriffe I. Verfügungen
1    Als Verfügungen gelten Anordnungen der Behörden im Einzelfall, die sich auf öffentliches Recht des Bundes stützen und zum Gegenstand haben:
a  Begründung, Änderung oder Aufhebung von Rechten oder Pflichten;
b  Feststellung des Bestehens, Nichtbestehens oder Umfanges von Rechten oder Pflichten;
c  Abweisung von Begehren auf Begründung, Änderung, Aufhebung oder Feststellung von Rechten oder Pflichten oder Nichteintreten auf solche Begehren.
2    Als Verfügungen gelten auch Vollstreckungsverfügungen (Art. 41 Abs. 1 Bst. a und b), Zwischenverfügungen (Art. 45 und 46), Einspracheentscheide (Art. 30 Abs. 2 Bst. b und 74), Beschwerdeentscheide (Art. 61), Entscheide im Rahmen einer Revision (Art. 68) und die Erläuterung (Art. 69). 1
3    Erklärungen von Behörden über Ablehnung oder Erhebung von Ansprüchen, die auf dem Klageweg zu verfolgen sind, gelten nicht als Verfügungen.
PA.

I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 48 D. Beschwerdelegitimation
1    Zur Beschwerde ist berechtigt, wer:
a  vor der Vorinstanz am Verfahren teilgenommen hat oder keine Möglichkeit zur Teilnahme erhalten hat;
b  durch die angefochtene Verfügung besonders berührt ist; und
c  ein schutzwürdiges Interesse an deren Aufhebung oder Änderung hat.
2    Zur Beschwerde berechtigt sind ferner Personen, Organisationen und Behörden, denen ein anderes Bundesgesetz dieses Recht einräumt.
-c PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 108 Beschwerdefristen
1    Im beschleunigten Verfahren ist die Beschwerde gegen einen Entscheid nach Artikel 31 aAbsatz 4 innerhalb von sieben Arbeitstagen, gegen Zwischenverfügungen innerhalb von fünf Tagen seit Eröffnung der Verfügung einzureichen.
2    Im erweiterten Verfahren ist die Beschwerde gegen einen Entscheid nach Artikel 31 aAbsatz 4 innerhalb von 30 Tagen, bei Zwischenverfügungen innerhalb von zehn Tagen seit Eröffnung der Verfügung einzureichen.
3    Die Beschwerde gegen Nichteintretensentscheide sowie gegen Entscheide nach Artikel 23 Absatz 1 und Artikel 40 in Verbindung mit Artikel 6 aAbsatz 2 Buchstabe a ist innerhalb von fünf Arbeitstagen seit Eröffnung der Verfügung einzureichen.
4    Die Verweigerung der Einreise nach Artikel 22 Absatz 2 kann bis zum Zeitpunkt der Eröffnung einer Verfügung nach Artikel 23 Absatz 1 angefochten werden.
5    Die Überprüfung der Rechtmässigkeit und der Angemessenheit der Zuweisung eines Aufenthaltsortes am Flughafen oder an einem anderen geeigneten Ort nach Artikel 22 Absätze 3 und 4 kann jederzeit mittels Beschwerde beantragt werden.
6    In den übrigen Fällen beträgt die Beschwerdefrist 30 Tage seit Eröffnung der Verfügung.
7    Per Telefax übermittelte Rechtsschriften gelten als rechtsgültig eingereicht, wenn sie innert Frist beim Bundesverwaltungsgericht eintreffen und mittels Nachreichung des unterschriebenen Originals nach den Regeln gemäss Artikel 52 Absätze 2 und 3 VwVG 2 verbessert werden.
LAsi), alla forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 52 G. Beschwerdeschrift / II. Inhalt und Form - II. Inhalt und Form
1    Die Beschwerdeschrift hat die Begehren, deren Begründung mit Angabe der Beweismittel und die Unterschrift des Beschwerdeführers oder seines Vertreters zu enthalten; die Ausfertigung der angefochtenen Verfügung und die als Beweismittel angerufenen Urkunden sind beizulegen, soweit der Beschwerdeführer sie in Händen hat.
2    Genügt die Beschwerde diesen Anforderungen nicht oder lassen die Begehren des Beschwerdeführers oder deren Begründung die nötige Klarheit vermissen und stellt sich die Beschwerde nicht als offensichtlich unzulässig heraus, so räumt die Beschwerdeinstanz dem Beschwerdeführer eine kurze Nachfrist zur Verbesserung ein.
3    Sie verbindet diese Nachfrist mit der Androhung, nach unbenutztem Fristablauf auf Grund der Akten zu entscheiden oder, wenn Begehren, Begründung oder Unterschrift fehlen, auf die Beschwerde nicht einzutreten.
PA) sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Preliminarmente, il Tribunale rammenta che il 1° febbraio 2014 è entrata in vigore la modifica del 14 dicembre 2012 decretata dall'Assemblea federale della Confederazione Svizzera (RU 2013 4375) della legge sull'asilo del 26 giugno 1998. Giusta il cpv. 1 delle disposizioni transitorie della modifica del 14 dicembre 2012 della LAsi, le procedure pendenti al momento dell'entrata in vigore della modifica del 14 dicembre 2012 della LAsi sono rette dal nuovo diritto, fatti salvi i cpv. 2-4 di tali disposizioni transitorie.

In casu, non essendo applicabili alla fattispecie i cpv. 2-4 delle disposizioni transitorie e la presente procedura d'asilo trovandosi pendente al momento dell'entrata in vigore della modifica della LAsi, codesto Tribunale applica il nuovo diritto.

3.
Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 106 Beschwerdegründe
1    Mit der Beschwerde kann gerügt werden:
a  Verletzung von Bundesrecht, einschliesslich Missbrauch und Überschreitung des Ermessens;
b  unrichtige und unvollständige Feststellung des rechtserheblichen Sachverhalts;
c  ...
2    Artikel 27 Absatz 3 und Artikel 68 Absatz 2 bleiben vorbehalten.
LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 62 J. Beschwerdeentscheid / II. Änderung der angefochtenen Verfügung - II. Änderung der angefochtenen Verfügung
1    Die Beschwerdeinstanz kann die angefochtene Verfügung zugunsten einer Partei ändern.
2    Zuungunsten einer Partei kann sie die angefochtene Verfügung ändern, soweit diese Bundesrecht verletzt oder auf einer unrichtigen oder unvollständigen Feststellung des Sachverhaltes beruht; wegen Unangemessenheit darf die angefochtene Verfügung nicht zuungunsten einer Partei geändert werden, ausser im Falle der Änderung zugunsten einer Gegenpartei.
3    Beabsichtigt die Beschwerdeinstanz, die angefochtene Verfügung zuungunsten einer Partei zu ändern, so bringt sie der Partei diese Absicht zur Kenntnis und räumt ihr Gelegenheit zur Gegenäusserung ein.
4    Die Begründung der Begehren bindet die Beschwerdeinstanz in keinem Falle.
PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; Pierre Moor, Droit administratif, vol. II, 3ª ed. 2011, n. 2.2.6.5, pag. 300 e seg.).

4.
Innanzitutto, il Tribunale osserva che, essendo i ricorrenti stati posti al beneficio dell'ammissione provvisoria per inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento con decisione dell'UFM del 25 luglio 2013, oggetto del litigio in questa sede risulta pertanto essere esclusivamente la decisione riguardante il rifiuto della domanda d'asilo nonché la pronuncia dell'allontanamento.

5.

5.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni della LAsi (art. 2
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 2 Asyl
1    Die Schweiz gewährt Flüchtlingen auf Gesuch hin Asyl; massgebend ist dieses Gesetz.
2    Asyl umfasst den Schutz und die Rechtsstellung, die Personen aufgrund ihrer Flüchtlingseigenschaft in der Schweiz gewährt werden. Es schliesst das Recht auf Anwesenheit in der Schweiz ein.
LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. Giusta l'art. 3 cpv. 1
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 3 Flüchtlingsbegriff
1    Flüchtlinge sind Personen, die in ihrem Heimatstaat oder im Land, in dem sie zuletzt wohnten, wegen ihrer Rasse, Religion, Nationalität, Zugehörigkeit zu einer bestimmten sozialen Gruppe oder wegen ihrer politischen Anschauungen ernsthaften Nachteilen ausgesetzt sind oder begründete Furcht haben, solchen Nachteilen ausgesetzt zu werden.
2    Als ernsthafte Nachteile gelten namentlich die Gefährdung des Leibes, des Lebens oder der Freiheit sowie Massnahmen, die einen unerträglichen psychischen Druck bewirken. Den frauenspezifischen Fluchtgründen ist Rechnung zu tragen.
3    Keine Flüchtlinge sind Personen, die wegen Wehrdienstverweigerung oder Desertion ernsthaften Nachteilen ausgesetzt sind oder begründete Furcht haben, solchen Nachteilen ausgesetzt zu werden. Vorbehalten bleibt die Einhaltung des Abkommens vom 28. Juli 1951 1 über die Rechtsstellung der Flüchtlinge (Flüchtlingskonvention). 2
4    Keine Flüchtlinge sind Personen, die Gründe geltend machen, die wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise entstanden sind und die weder Ausdruck noch Fortsetzung einer bereits im Heimat- oder Herkunftsstaat bestehenden Überzeugung oder Ausrichtung sind. Vorbehalten bleibt die Flüchtlingskonvention vom 28. Juli 1951. 3
LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi.

Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 3 Flüchtlingsbegriff
1    Flüchtlinge sind Personen, die in ihrem Heimatstaat oder im Land, in dem sie zuletzt wohnten, wegen ihrer Rasse, Religion, Nationalität, Zugehörigkeit zu einer bestimmten sozialen Gruppe oder wegen ihrer politischen Anschauungen ernsthaften Nachteilen ausgesetzt sind oder begründete Furcht haben, solchen Nachteilen ausgesetzt zu werden.
2    Als ernsthafte Nachteile gelten namentlich die Gefährdung des Leibes, des Lebens oder der Freiheit sowie Massnahmen, die einen unerträglichen psychischen Druck bewirken. Den frauenspezifischen Fluchtgründen ist Rechnung zu tragen.
3    Keine Flüchtlinge sind Personen, die wegen Wehrdienstverweigerung oder Desertion ernsthaften Nachteilen ausgesetzt sind oder begründete Furcht haben, solchen Nachteilen ausgesetzt zu werden. Vorbehalten bleibt die Einhaltung des Abkommens vom 28. Juli 1951 1 über die Rechtsstellung der Flüchtlinge (Flüchtlingskonvention). 2
4    Keine Flüchtlinge sind Personen, die Gründe geltend machen, die wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise entstanden sind und die weder Ausdruck noch Fortsetzung einer bereits im Heimat- oder Herkunftsstaat bestehenden Überzeugung oder Ausrichtung sind. Vorbehalten bleibt die Flüchtlingskonvention vom 28. Juli 1951. 3
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 3 Flüchtlingsbegriff
1    Flüchtlinge sind Personen, die in ihrem Heimatstaat oder im Land, in dem sie zuletzt wohnten, wegen ihrer Rasse, Religion, Nationalität, Zugehörigkeit zu einer bestimmten sozialen Gruppe oder wegen ihrer politischen Anschauungen ernsthaften Nachteilen ausgesetzt sind oder begründete Furcht haben, solchen Nachteilen ausgesetzt zu werden.
2    Als ernsthafte Nachteile gelten namentlich die Gefährdung des Leibes, des Lebens oder der Freiheit sowie Massnahmen, die einen unerträglichen psychischen Druck bewirken. Den frauenspezifischen Fluchtgründen ist Rechnung zu tragen.
3    Keine Flüchtlinge sind Personen, die wegen Wehrdienstverweigerung oder Desertion ernsthaften Nachteilen ausgesetzt sind oder begründete Furcht haben, solchen Nachteilen ausgesetzt zu werden. Vorbehalten bleibt die Einhaltung des Abkommens vom 28. Juli 1951 1 über die Rechtsstellung der Flüchtlinge (Flüchtlingskonvention). 2
4    Keine Flüchtlinge sind Personen, die Gründe geltend machen, die wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise entstanden sind und die weder Ausdruck noch Fortsetzung einer bereits im Heimat- oder Herkunftsstaat bestehenden Überzeugung oder Ausrichtung sind. Vorbehalten bleibt die Flüchtlingskonvention vom 28. Juli 1951. 3
LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 3 Flüchtlingsbegriff
1    Flüchtlinge sind Personen, die in ihrem Heimatstaat oder im Land, in dem sie zuletzt wohnten, wegen ihrer Rasse, Religion, Nationalität, Zugehörigkeit zu einer bestimmten sozialen Gruppe oder wegen ihrer politischen Anschauungen ernsthaften Nachteilen ausgesetzt sind oder begründete Furcht haben, solchen Nachteilen ausgesetzt zu werden.
2    Als ernsthafte Nachteile gelten namentlich die Gefährdung des Leibes, des Lebens oder der Freiheit sowie Massnahmen, die einen unerträglichen psychischen Druck bewirken. Den frauenspezifischen Fluchtgründen ist Rechnung zu tragen.
3    Keine Flüchtlinge sind Personen, die wegen Wehrdienstverweigerung oder Desertion ernsthaften Nachteilen ausgesetzt sind oder begründete Furcht haben, solchen Nachteilen ausgesetzt zu werden. Vorbehalten bleibt die Einhaltung des Abkommens vom 28. Juli 1951 1 über die Rechtsstellung der Flüchtlinge (Flüchtlingskonvention). 2
4    Keine Flüchtlinge sind Personen, die Gründe geltend machen, die wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise entstanden sind und die weder Ausdruck noch Fortsetzung einer bereits im Heimat- oder Herkunftsstaat bestehenden Überzeugung oder Ausrichtung sind. Vorbehalten bleibt die Flüchtlingskonvention vom 28. Juli 1951. 3
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 3 Flüchtlingsbegriff
1    Flüchtlinge sind Personen, die in ihrem Heimatstaat oder im Land, in dem sie zuletzt wohnten, wegen ihrer Rasse, Religion, Nationalität, Zugehörigkeit zu einer bestimmten sozialen Gruppe oder wegen ihrer politischen Anschauungen ernsthaften Nachteilen ausgesetzt sind oder begründete Furcht haben, solchen Nachteilen ausgesetzt zu werden.
2    Als ernsthafte Nachteile gelten namentlich die Gefährdung des Leibes, des Lebens oder der Freiheit sowie Massnahmen, die einen unerträglichen psychischen Druck bewirken. Den frauenspezifischen Fluchtgründen ist Rechnung zu tragen.
3    Keine Flüchtlinge sind Personen, die wegen Wehrdienstverweigerung oder Desertion ernsthaften Nachteilen ausgesetzt sind oder begründete Furcht haben, solchen Nachteilen ausgesetzt zu werden. Vorbehalten bleibt die Einhaltung des Abkommens vom 28. Juli 1951 1 über die Rechtsstellung der Flüchtlinge (Flüchtlingskonvention). 2
4    Keine Flüchtlinge sind Personen, die Gründe geltend machen, die wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise entstanden sind und die weder Ausdruck noch Fortsetzung einer bereits im Heimat- oder Herkunftsstaat bestehenden Überzeugung oder Ausrichtung sind. Vorbehalten bleibt die Flüchtlingskonvention vom 28. Juli 1951. 3
2ª frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 7 Nachweis der Flüchtlingseigenschaft
1    Wer um Asyl nachsucht, muss die Flüchtlingseigenschaft nachweisen oder zumindest glaubhaft machen.
2    Glaubhaft gemacht ist die Flüchtlingseigenschaft, wenn die Behörde ihr Vorhandensein mit überwiegender Wahrscheinlichkeit für gegeben hält.
3    Unglaubhaft sind insbesondere Vorbringen, die in wesentlichen Punkten zu wenig begründet oder in sich widersprüchlich sind, den Tatsachen nicht entsprechen oder massgeblich auf gefälschte oder verfälschte Beweismittel abgestützt werden.
LAsi, chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 7 Nachweis der Flüchtlingseigenschaft
1    Wer um Asyl nachsucht, muss die Flüchtlingseigenschaft nachweisen oder zumindest glaubhaft machen.
2    Glaubhaft gemacht ist die Flüchtlingseigenschaft, wenn die Behörde ihr Vorhandensein mit überwiegender Wahrscheinlichkeit für gegeben hält.
3    Unglaubhaft sind insbesondere Vorbringen, die in wesentlichen Punkten zu wenig begründet oder in sich widersprüchlich sind, den Tatsachen nicht entsprechen oder massgeblich auf gefälschte oder verfälschte Beweismittel abgestützt werden.
LAsi). Sono inverosimili in particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 7 Nachweis der Flüchtlingseigenschaft
1    Wer um Asyl nachsucht, muss die Flüchtlingseigenschaft nachweisen oder zumindest glaubhaft machen.
2    Glaubhaft gemacht ist die Flüchtlingseigenschaft, wenn die Behörde ihr Vorhandensein mit überwiegender Wahrscheinlichkeit für gegeben hält.
3    Unglaubhaft sind insbesondere Vorbringen, die in wesentlichen Punkten zu wenig begründet oder in sich widersprüchlich sind, den Tatsachen nicht entsprechen oder massgeblich auf gefälschte oder verfälschte Beweismittel abgestützt werden.
LAsi).

In altre parole, per poter ammettere la verosimiglianza, ai sensi dei summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un richiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di convinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibilità del contrario, così che quest'ultima risulti secondaria (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.3 e Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1993 n. 21). Le dichiarazioni devono essere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimile) e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri dati o elementi certi. Peraltro il giudizio sulla verosimiglianza dev'essere il frutto di una valutazione complessiva e non esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili postulati di civiltà giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1; 2012/5 consid. 2.2; 2010/57 consid. 2.3; GICRA 2005 n. 21
consid. 6.1 e GICRA 1995 n. 23).

5.2 Giusta l'art. 12
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 12 D. Feststellung des Sachverhaltes / I. Grundsatz - D. Feststellung des Sachverhaltes I. Grundsatz
a  Urkunden;
b  Auskünfte der Parteien;
c  Auskünfte oder Zeugnis von Drittpersonen;
d  Augenschein;
e  Gutachten von Sachverständigen.
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 12 D. Feststellung des Sachverhaltes / I. Grundsatz - D. Feststellung des Sachverhaltes I. Grundsatz
a  Urkunden;
b  Auskünfte der Parteien;
c  Auskünfte oder Zeugnis von Drittpersonen;
d  Augenschein;
e  Gutachten von Sachverständigen.
PA, l'autorità accerta d'ufficio i fatti. Quest'ultima deve procedere all'accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti. D'un lato, v'è un accertamento inesatto dei fatti quando la decisione si fonda su fatti incorretti e non conformi agli atti, e dall'altro lato, v'è un accertamento incompleto dei fatti quando non è tenuto conto di tutte le circostanze di fatto giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5.1; Kölz/Häner/Bertschi, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. 1043, pagg. 369 seg.). Tuttavia, il principio inquisitorio è limitato dall'obbligo di collaborare delle parti (art. 13
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 13 D. Feststellung des Sachverhaltes / II. Mitwirkung der Parteien - II. Mitwirkung der Parteien
1    Die Parteien sind verpflichtet, an der Feststellung des Sachverhaltes mitzuwirken:
a  in einem Verfahren, das sie durch ihr Begehren einleiten;
b  in einem anderen Verfahren, soweit sie darin selbständige Begehren stellen;
c  soweit ihnen nach einem anderen Bundesgesetz eine weitergehende Auskunfts- oder Offenbarungspflicht obliegt.
1bis    Die Mitwirkungspflicht erstreckt sich nicht auf die Herausgabe von Gegenständen und Unterlagen aus dem Verkehr einer Partei mit ihrem Anwalt, wenn dieser nach dem Anwaltsgesetz vom 23. Juni 2000 1 zur Vertretung vor schweizerischen Gerichten berechtigt ist. 2
2    Die Behörde braucht auf Begehren im Sinne von Absatz 1 Buchstabe aoder bnicht einzutreten, wenn die Parteien die notwendige und zumutbare Mitwirkung verweigern.
PA ed art. 8
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 8 Mitwirkungspflicht
1    Asylsuchende sind verpflichtet, an der Feststellung des Sachverhaltes mitzuwirken. Sie müssen insbesondere:
a  ihre Identität offen legen;
b  Reisepapiere und Identitätsausweise abgeben;
c  bei der Anhörung angeben, weshalb sie um Asyl nachsuchen;
d  allfällige Beweismittel vollständig bezeichnen und sie unverzüglich einreichen oder, soweit dies zumutbar erscheint, sich darum bemühen, sie innerhalb einer angemessenen Frist zu beschaffen;
e  bei der Erhebung der biometrischen Daten mitwirken;
f  sich einer vom SEM angeordneten medizinischen Untersuchung unterziehen (Art. 26 a).
2    Von Asylsuchenden kann verlangt werden, für die Übersetzung fremdsprachiger Dokumente in eine Amtssprache besorgt zu sein.
3    Asylsuchende, die sich in der Schweiz aufhalten, sind verpflichtet, sich während des Verfahrens den Behörden von Bund und Kantonen zur Verfügung zu halten. Sie müssen ihre Adresse und jede Änderung der nach kantonalem Recht zuständigen Behörde des Kantons oder der Gemeinde (kantonale Behörde) sofort mitteilen.
3bis    Personen, die ohne triftigen Grund ihre Mitwirkungspflicht verletzen oder den Asylbehörden während mehr als 20 Tagen nicht zur Verfügung stehen, verzichten damit auf eine Weiterführung des Verfahrens. Dasselbe gilt für Personen, die den Asylbehörden in einem Zentrum des Bundes ohne triftigen Grund während mehr als 5 Tagen nicht zur Verfügung stehen. Die Gesuche werden formlos abgeschrieben. Ein neues Gesuch kann frühestens nach drei Jahren deponiert werden. Vorbehalten bleibt die Einhaltung der Flüchtlingskonvention vom 28. Juli 1951 4 . 5
4    Nach Vorliegen eines vollziehbaren Wegweisungsentscheides sind die betroffenen Personen verpflichtet, bei der Beschaffung gültiger Reisepapiere mitzuwirken.
LAsi; cfr. Christoph Auer, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren VwVG, 2008, ad art. 12
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 12 D. Feststellung des Sachverhaltes / I. Grundsatz - D. Feststellung des Sachverhaltes I. Grundsatz
a  Urkunden;
b  Auskünfte der Parteien;
c  Auskünfte oder Zeugnis von Drittpersonen;
d  Augenschein;
e  Gutachten von Sachverständigen.
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 12 D. Feststellung des Sachverhaltes / I. Grundsatz - D. Feststellung des Sachverhaltes I. Grundsatz
a  Urkunden;
b  Auskünfte der Parteien;
c  Auskünfte oder Zeugnis von Drittpersonen;
d  Augenschein;
e  Gutachten von Sachverständigen.
PA, n. 8, pagg. 192 seg.).

5.3 Il Tribunale tiene conto della situazione nel Paese d'origine dell'insorgente e degli elementi che si presentano al momento della sentenza, prendendo quindi in considerazione l'evoluzione della situazione avvenuta dopo il deposito della domanda d'asilo (cfr. DTAF 2010/44 consid. 3.6).

6.

6.1 Nella decisione querelata l'UFM ha considerato le allegazioni circa i motivi d'asilo dell'interessata come divergenti essendosi ella grossolanamente contraddetta nel corso della procedura. A titolo d'esempio, sarebbero contrastanti le allegazioni circa il marito e la sua scomparsa: avrebbe invero dapprima riferito che egli si chiamava D._______ E._______, per poi affermare di essere sposata con D._______ F._______. Oltracciò l'interessata non avrebbe saputo indicare né l'incorporazione né la funzione del marito in seno all'esercito. Quo la sua scomparsa, la richiedente avrebbe in un primo tempo affermato che egli sarebbe espatriato in Sudan sei mesi dopo il loro matrimonio, mentre in un secondo tempo avrebbe dichiarato che sei mesi dopo il loro matrimonio egli sarebbe stato portato via da alcuni uomini in tenuta militare e così avrebbe fatto ritorno presso la sua unità. Circa i documenti d'identità, contrariamente a quanto affermato nel corso della prima audizione, ovvero che non ne avrebbe mai posseduti, nel corso della seconda audizione l'interessata avrebbe affermato di aver posseduto una carta scolastica valida fino al 2006 con la quale s'identificava. A questo proposito l'UFM rileva che, ritenuti i numerosi controlli in
vigore ad Asmara, sarebbe inconcepibile che l'interessata abbia vissuto in questa città dal 2006 al 2009 senza posseder alcun documento d'identità. Inoltre, la richiedente avrebbe affermato che delle persone sarebbero venute spesso al suo domicilio a chiedere del marito. Tuttavia, nel corso dell'audizione sui motivi d'asilo non avrebbe menzionato tali episodi ed avrebbe affermato che eccetto la convocazione all'amministrazione ed il rifiuto di rinnovo della carta di rifornimento nessun altro avvenimento avrebbe avuto luogo fino al suo espatrio. Interrogata su tale divergenza avrebbe dichiarato che a molteplici riprese dei soldati sarebbero venuti a chiederle del marito, eppure, invitata a descrivere tali avvenimenti non sarebbe stata in grado di fornire alcun dettaglio. Oltracciò, circa la convocazione ricevuta, la richiedente non avrebbe neppure saputo indicare quando l'avrebbe ricevuta. Infine, il racconto dell'espatrio sarebbe generico e stereotipato. Ella si sarebbe limitata ad asserire di essere passata da Tesseney (Eritrea) e da Kassala (Sudan) senza poter aggiungere null'altro e adducendo come spiegazione il fatto che sarebbe stata ammalata durante il viaggio. L'UFM ritiene impossibile, che la richiedente, pur essendo stata
ammalata, non abbia saputo dire né se durante il tragitto di espatrio sia stata controllata e né da quali località sia passata. Alla luce di tali elementi, le dichiarazioni della richiedente non potrebbero dunque essere considerate come verosimili. L'UFM conclude pertanto che l'interessata avrebbe verosimilmente lasciato il suo paese d'origine per altri motivi ed in altre circostanze da quelle addotte e dunque non le ha riconosciuto la qualità di rifugiato, ha respinto la sua domanda d'asilo ed ha pronunciato il suo allontanamento e quello del figlio, ritenendo nondimeno attualmente non ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento verso l'Eritrea, concedendo quindi loro l'ammissione provvisoria.

6.2 Aggravandosi contro la decisione dell'UFM i ricorrenti hanno contestato le contraddizioni sollevate dall'autorità inferiore. L'UFM avrebbe infatti valutato le allegazioni dell'interessata con un metro di giudizio eccessivamente rigido e severo senza considerare la giovane età della ricorrente, la sua scolarizzazione limitata ed il suo vissuto personale difficile e stressante. Circa l'incongruenza riguardante il cognome del marito hanno ricordato che in Eritrea non esisterebbe il concetto europeo di cognome. Inoltre, durante la prima audizione la ricorrente avrebbe indicato che il marito porterebbe come cognome il nome del padre il quale si chiamerebbe F._______ E._______, E._______ sarebbe il cognome del padre e quindi il nome del nonno. Per la ricorrente poi il marito sarebbe semplicemente stato D._______, figlio di F._______, figlio di E._______. Pertanto, una siffatta incongruenza non sarebbe da ritenersi talmente grave da escludere la verosimiglianza del complesso delle allegazioni della ricorrente. Per quel che riguarda la carente capacità della ricorrente di indicare il ruolo del marito nell'esercito, detta mancanza non parrebbe tale da comportare l'inverosimiglianza delle sue allegazioni, inoltre sarebbe spiegabile, da
una parte dal fatto che la ricorrente avrebbe potuto trascorrere tempo col marito solo per brevi periodi, dall'altra dalla scarsa propensione del marito a parlarne e dallo scarso interesse della richiedente. Quo alle divergenze riguardanti la scomparsa del marito, l'autorità inferiore si sarebbe dimostrata eccessivamente puntigliosa, invero l'audizione sulle generalità avrebbe, per costante giurisprudenza, un valore probatorio limitato ed inoltre la ricorrente avrebbe fornito un resoconto dettagliato nel corso dell'audizione sui motivi d'asilo. Malgrado la ricorrente abbia offerto, su alcuni punti, un'esposizione dei fatti non sempre dettagliata ed accurata, confrontata sulle incongruenze sarebbe riuscita a completare in modo adeguato le allegazioni. Il complesso delle allegazioni risulterebbe dunque verosimile, corrisponderebbe a quanto noto sulla realtà eritrea e soddisferebbe anche il criterio della plausibilità. Infine, come da costante prassi del Tribunale, alla ricorrente andrebbe quantomeno riconosciuta la qualità di rifugiato per motivi soggettivi insorti dopo la fuga. Invero, la ricorrente avrebbe dichiarato di non essere mai stata convocata per il servizio militare e di essere espatriata illegalmente, cosa che l'UFM non
sembrerebbe aver messo in dubbio, e sarebbe inoltre notorio che le autorità eritree, in presenza di cittadini in età di prestare il servizio militare obbligatorio che lasciano illegalmente il Paese, presumono un atteggiamento ostile al governo e punirebbero, in caso di ritorno, in modo decisamente severo e brutale le persone interessate.

6.3 Con osservazioni del 3 ottobre 2013, l'autorità inferiore ha confermato la decisione impugnata considerando che in sede di ricorso non sarebbero stati addotti fatti o mezzi di prova che permetterebbero di modificare il suo apprezzamento. L'UFM ha rilevato che in ragione delle circostanze di fuga dal suo paese d'origine, la qualità di rifugiato non dovrebbe essere riconosciuta alla ricorrente, invero, incomberebbe all'interessata di provare, o perlomeno rendere verosimile, i fatti pertinenti. Nella fattispecie, le allegazioni della ricorrente in merito all'asserito espatrio sarebbero vaghe e generiche, non avendo ella saputo, per esempio, citare neppure il nome di un luogo in cui sarebbe passata per espatriare. Il racconto del viaggio di espatrio sarebbe privo di dettagli, si sarebbe limitata ad asserire di avere viaggiato su di un Pick-up Toyota e di essere passata da Tesseney per arrivare a Kassala. Le lacune presenti nel suo racconto sarebbero di conseguenza incompatibili con un'esperienza di vita realmente vissuta e la ricorrente non sarebbe pertanto riuscita a rendere verosimile di avere lasciato il suo paese d'origine nelle circostanze descritte e dunque illegalmente.

6.4 Con replica del 23 ottobre 2013, i ricorrenti si sono espressi in merito alle osservazioni dell'UFM del 3 ottobre 2013 confermando le conclusioni presentate in sede ricorsuale ed hanno osservato che nella fattispecie si tratterebbe di stabilire, nell'ottica della preponderanza, se appaia più probabile che la ricorrente abbia lasciato legalmente o illegalmente il proprio Paese. L'UFM avrebbe valutato con esagerato rigore le allegazioni della ricorrente ed avrebbe inoltre interpretato in modo erroneo i principi in materia di ripartizione dell'onere della prova. Le allegazioni della ricorrente circa l'espatrio, considerate anche le sue condizioni di salute al momento del viaggio, dovrebbero essere così ritenute verosimili. Inoltre, anche ammettendo che le allegazioni in materia di espatrio siano lacunose, non sarebbe comprensibile come la ricorrente avrebbe potuto lasciare legalmente l'Eritrea, ritenuta la quasi impossibilità di ottenere un visto di uscita. Inoltre, l'uscita legale dall'Eritrea presupporrebbe l'entrata legale nel paese limitrofo e all'occorrenza i requisiti d'entrata in Sudan sarebbero particolarmente restrittivi e necessiterebbe l'ottenimento di un visto. Nulla agli atti lascerebbe pensare che la ricorrente
avrebbe ottenuto siffatto visto.

6.5 Con duplica del 19 novembre 2013, l'UFM ha rilevato che secondo le informazioni in loro possesso i cittadini eritrei potrebbero lasciare legalmente il loro paese d'origine muniti di un visto d'uscita. Tale visto sarebbe negato, per esempio, agli uomini di età inferiore ai 54 anni e alle donne di età inferiore ai 47 anni, così come alle persone che non avrebbero completato il servizio nazionale. Tuttavia negli ultimi anni si sarebbe osservato un certo lassismo dei requisiti per l'ottenimento di un visto d'uscita. Di fatto, dei cittadini eritrei di età inferiore ai limiti indicati, avrebbero legalmente ottenuto un visto di uscita. Inoltre, stando ad un rapporto del 2011 (cfr. U.S. Department of State, Eritrea: Country Reports on Human Rights Practices 2011, 24 maggio 2012), le donne sposate da più di dieci anni e le persone esonerate dall'obbligo di servire potrebbero ottenere un visto d'uscita. Non sarebbe pertanto escluso che la richiedente abbia ottenuto un passaporto e un visto d'uscita ed espatriare dunque legalmente.

6.6 Con scritto del 23 dicembre 2014, i ricorrenti hanno rilevato che il rapporto citato dall'UFM si riferirebbe all'anno 2011, tuttavia la ricorrente avrebbe lasciato l'Eritrea già nel 2009. Inoltre, il fatto che l'UFM considererebbe come "non escluso" che la ricorrente abbia lasciato l'Eritrea legalmente, indicherebbe una mera possibilità, remota e marginale. Pertanto sarebbe più probabile che sia uscita illegalmente dal Paese piuttosto che legalmente.

7.
Questo Tribunale osserva che, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazioni decisive in materia d'asilo rese dall'insorgente si esauriscono in affermazioni contraddittorie, imprecise e non corroborate da elementi consistenti, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso.

Nella fattispecie, i ricorrenti non hanno presentato argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione rispetto a quella di cui all'impugnata decisione.

In particolare, appaiono prive di fondamento le dichiarazioni della ricorrente circa la convocazione ricevuta. Ella infatti, non ha saputo fornire alcun dettaglio né in merito alla lettera di convocazione (cfr. verbale 1, pag. 9), né in merito al momento in cui sarebbe stata convocata (cfr. ibidem). Ritenuto che la convocazione sia stata uno dei due eventi determinanti l'espatrio della richiedente, se l'interessata l'avesse realmente vissuto, ci si potrebbe attendere che ne riferisca con maggiori dettagli, che possa perlomeno indicare il contenuto della lettera di convocazione ed il momento in cui l'ha ricevuta. Pertanto, data l'importanza dell'avvenimento in questione, questo Tribunale non può accontentarsi di risposte vaghe ed insussistenti come quelle date al riguardo (cfr. verbale 1, pag. 9; verbale 2, Q119-124, pag. 11).

Risultano poi contraddittorie le allegazioni della ricorrente in merito ai contatti avuti con le autorità eritree. In un primo tempo la medesima ha affermato che le autorità venivano spesso a chiederle del marito (cfr. verbale 1, pag. 9). Nel corso dell'audizione sui motivi d'asilo ha invece affermato di avere avuto dei contatti con le autorità unicamente a due riprese, ossia al momento della convocazione e al momento del rifiuto di rinnovo dei buoni per fare la spesa (cfr. verbale 2, Q118 segg., pagg. 11 segg. e Q133, pag. 12). Soltanto nel momento in cui è stata confrontata alla divergenza presente nelle sue dichiarazioni ha evocato il fatto che l'autorità sarebbe venuta diverse volte a cercare suo marito (cfr. verbale 2, Q176, pag. 16). Tuttavia, alla domanda dell'autorità inferiore di fornire dei dettagli in merito a questi controlli, la ricorrente non è stata in grado di dire nulla, né quando sono venuti, né quante volte e neppure quando è stata l'ultima volta che sono venuti a cercalo (cfr. verbale 2, Q177-182, pag. 16). Sono inoltre contraddittorie le allegazioni della ricorrente quo il pagamento di 50'000 Nafkas a seguito della diserzione del marito. Invero, ella, dopo averne fatto cenno nel corso della prima audizione
(cfr. verbale 1, pag. 9), nel corso della seconda audizione ne ha fatto menzione unicamente al momento in cui è stata confrontata su questa mancanza (cfr. verbale 2, Q183, pag. 16). Pertanto, ritenute queste divergenze, il Tribunale ha oltremodo seri dubbi sul fatto che l'interessata abbia realmente avuto dei contatti con le autorità eritree.

Non risultano attendibili neppure le dichiarazioni della richiedente concernenti l'assenza di un documento d'identità. La medesima ha infatti affermato di non aver mai posseduto una carta d'identità e di identificarsi a voce davanti alle autorità. Tuttavia in Eritrea, a partire dai diciotto anni, è obbligatorio richiedere e possedere una carta d'identità che permetta di identificarsi in caso di controlli effettuati dalle autorità (cfr. Landinfo Norvegia, Temanotat Eritrea: Forvaltningsstruktur og dokumenter del 29 aprile 2013, pag. 3, < www.landinfo.no >, consultato il 29.10.2014; Ministerie van Buitelandse Zaken, Algemeen Amtsbericht Eritrea di aprile 2013, n. 3.4.4.1, pag. 35). In caso di assenza di tale documenti, si corre il rischio di venire arrestati (cfr. ibidem). Pertanto, appare inverosimile che la ricorrente abbia vissuto dal 2006 - anno in cui ha compiuto diciotto anni - al 2009 - anno in cui è espatriata in Sudan - senza possedere alcun documento d'identità. Di conseguenza, vista l'inverosimiglianza, nonché l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni della ricorrente circa il possesso di documenti d'identità, vi è ragione di concludere che la ricorrente dissimuli i suoi documenti d'identità per i
bisogni di causa.

Inoltre, sono quantomeno sintetiche e succinte le dichiarazioni riguardanti il marito ed il suo espatrio. Invero, la richiedente non è riuscita ad indicare quale fosse la sua incorporazione o la sua funzione in seno all'esercito (cfr. verbale 1, pag. 9; verbale 2, Q70-73, pag. 7). La stessa non è neppure riuscita a dire quando suo marito avrebbe lasciato il servizio militare per espatriare in Sudan (cfr. verbale 2, Q121, pag. 11). In questo caso la spiegazione fornita in sede ricorsuale, ovvero che l'interessata ha potuto trascorrere del tempo con il marito soltanto per brevi periodi, non soccorre l'insorgente. Infatti, va rammentato che, stando alle dichiarazioni della medesima, in Sudan hanno vissuto insieme per più di due anni e mezzo (cfr. verbale 2, Q145, pag. 13 e Q166, pag. 15) e quindi in questo lasso di tempo la ricorrente avrebbe avuto l'occasione di farsi raccontare dal marito quando e in che circostanze era riuscito ad espatriare dall'Eritrea.

Risultano poi oltremodo superficiali, inconsistenti e non sufficientemente motivate le allegazioni riguardanti il viaggio di espatrio. Invero, l'interessata non è riuscita a descrivere la strada percorsa, i luoghi da cui è passata, le persone con cui ha viaggiato, non ha neppure saputo indicare se ci fossero stati o meno dei controlli durante questo viaggio. L'unica cosa che la ricorrente è stata in grado di dire al riguardo è il fatto di aver viaggiato su un Toyota Pick-up con tre altre persone e di essere passata da Tesseney e da Kassala (cfr. verbale 1, pagg. 7 e 8; verbale 2, Q151-161, pag. 14). In merito, non soccorre neppure l'insorgente la spiegazione fornita in sede d'audizione, ovvero che siccome durante la totalità del viaggio era molto malata non ha potuto vedere nulla. Per di più, è poco credibile che abbia potuto effettuare il viaggio fino in Svizzera nella maniera descritta, legittimandosi con dei documenti di cui ignora tutto poiché il passatore li aveva sempre in mano (cfr. verbale 1, pag. 6, pt. 4.02). Inoltre, non ha saputo dire né con che compagnia aerea sia giunta in Italia dal Sudan, né dove sia atterrata in Italia (cfr. verbale 1, pag. 8). Orbene, essendo delle lacune così importanti incompatibili con
un'esperienza realmente vissuta, lo scrivente Tribunale giunge alla conclusione che sia poco probabile che l'insorgente abbia effettuato il viaggio di espatrio nelle circostanze descritte. Pertanto, come rettamente concluso dall'autorità inferiore, l'interessata ha verosimilmente lasciato il suo Paese in altre circostanze da quelle addotte.

Circa la contraddizione riguardante il nome del marito, certamente la ricorrente ha dichiarato in prima sede che il marito si chiama D._______ E._______ ed in seconda sede ha indicato quale nome D._______ F._______ (cfr. verbale 2, Q65, pag. 6 e Q173 pag. 15), tuttavia la stessa ha spiegato nel corso dell'audizione sui motivi d'asilo che il cognome di una persona è costituito dal nome del padre (cfr. verbale 2, Q173, pag. 15) e nel corso della prima audizione aveva fornito il nome del padre di suo marito, tale F._______ E._______ (cfr. verbale 1, pag. 4). Il nome D._______ F._______ sarebbe dunque corretto. A mente di questo Tribunale tale contraddizione non è determinante per la valutazione della verosimiglianza dei motivi d'asilo, la ricorrente ha infatti fornito una spiegazione convincente in merito.

Infine, in limine, va pure sottolineato che le dichiarazioni della ricorrente appaiono in generale succinte, lacunose, poco esaurienti e dunque inverosimili. La stessa ha risposto innumerevoli volte con dei lapidari "non lo so", "non so nulla" e "non so dire altro", malgrado sia stata invitata diverse volte a rispettare il suo obbligo di collaborare e malgrado in sede d'audizione sui motivi d'asilo l'autorità inferiore abbia - senza successo - insistito a molteplici riprese onde ottenere delle risposte più particolareggiate e precise (cfr. verbale 1, pagg. 6-10; verbale 2, Q55, Q70, Q72, Q79, Q87, Q110, Q119-121, Q124, Q134, Q154, Q161, Q182, pagg. 6 segg.). Pertanto, il Tribunale ritiene che la ricorrente, non essendosi mostrata particolarmente collaborativa, deve assumersi le conseguenze del suo agire.

In conclusione, visto quanto sopra, questo Tribunale rileva che l'UFM ha rettamente ritenuto le dichiarazioni dell'insorgente circa i motivi d'asilo a titolo originario non soddisfacenti le condizioni di verosimiglianza, per il che, sul punto di questione dell'asilo a titolo originario, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

8.
Potendo escludere per l'insorgente l'esistenza di motivi d'asilo prima dell'espatrio, a questo Tribunale non resta che analizzare se alla ricorrente debbano essere riconosciuti dei motivi soggettivi insorti dopo la fuga a seguito della sua uscita dal Paese.

8.1 Giusta l'art. 54
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 54 Subjektive Nachfluchtgründe - Flüchtlingen wird kein Asyl gewährt, wenn sie erst durch ihre Ausreise aus dem Heimat- oder Herkunftsstaat oder wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise Flüchtlinge im Sinne von Artikel 3 wurden.
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 54 Subjektive Nachfluchtgründe - Flüchtlingen wird kein Asyl gewährt, wenn sie erst durch ihre Ausreise aus dem Heimat- oder Herkunftsstaat oder wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise Flüchtlinge im Sinne von Artikel 3 wurden.
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 54 Subjektive Nachfluchtgründe - Flüchtlingen wird kein Asyl gewährt, wenn sie erst durch ihre Ausreise aus dem Heimat- oder Herkunftsstaat oder wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise Flüchtlinge im Sinne von Artikel 3 wurden.
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 54 Subjektive Nachfluchtgründe - Flüchtlingen wird kein Asyl gewährt, wenn sie erst durch ihre Ausreise aus dem Heimat- oder Herkunftsstaat oder wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise Flüchtlinge im Sinne von Artikel 3 wurden.
LAsi, non è concesso asilo al richiedente che è divenuto rifugiato ai sensi dell'art. 3
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 3 Flüchtlingsbegriff
1    Flüchtlinge sind Personen, die in ihrem Heimatstaat oder im Land, in dem sie zuletzt wohnten, wegen ihrer Rasse, Religion, Nationalität, Zugehörigkeit zu einer bestimmten sozialen Gruppe oder wegen ihrer politischen Anschauungen ernsthaften Nachteilen ausgesetzt sind oder begründete Furcht haben, solchen Nachteilen ausgesetzt zu werden.
2    Als ernsthafte Nachteile gelten namentlich die Gefährdung des Leibes, des Lebens oder der Freiheit sowie Massnahmen, die einen unerträglichen psychischen Druck bewirken. Den frauenspezifischen Fluchtgründen ist Rechnung zu tragen.
3    Keine Flüchtlinge sind Personen, die wegen Wehrdienstverweigerung oder Desertion ernsthaften Nachteilen ausgesetzt sind oder begründete Furcht haben, solchen Nachteilen ausgesetzt zu werden. Vorbehalten bleibt die Einhaltung des Abkommens vom 28. Juli 1951 1 über die Rechtsstellung der Flüchtlinge (Flüchtlingskonvention). 2
4    Keine Flüchtlinge sind Personen, die Gründe geltend machen, die wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise entstanden sind und die weder Ausdruck noch Fortsetzung einer bereits im Heimat- oder Herkunftsstaat bestehenden Überzeugung oder Ausrichtung sind. Vorbehalten bleibt die Flüchtlingskonvention vom 28. Juli 1951. 3
LAsi soltanto con la partenza dal Paese
d'origine o di provenienza oppure in ragione del comportamento dopo la partenza. In applicazione dell'art. 54
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 54 Subjektive Nachfluchtgründe - Flüchtlingen wird kein Asyl gewährt, wenn sie erst durch ihre Ausreise aus dem Heimat- oder Herkunftsstaat oder wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise Flüchtlinge im Sinne von Artikel 3 wurden.
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 54 Subjektive Nachfluchtgründe - Flüchtlingen wird kein Asyl gewährt, wenn sie erst durch ihre Ausreise aus dem Heimat- oder Herkunftsstaat oder wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise Flüchtlinge im Sinne von Artikel 3 wurden.
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 54 Subjektive Nachfluchtgründe - Flüchtlingen wird kein Asyl gewährt, wenn sie erst durch ihre Ausreise aus dem Heimat- oder Herkunftsstaat oder wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise Flüchtlinge im Sinne von Artikel 3 wurden.
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 54 Subjektive Nachfluchtgründe - Flüchtlingen wird kein Asyl gewährt, wenn sie erst durch ihre Ausreise aus dem Heimat- oder Herkunftsstaat oder wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise Flüchtlinge im Sinne von Artikel 3 wurden.
LAsi sono segnatamente comprese l'uscita illegale dal Paese d'origine ("Republikflucht"), il deposito di una domanda d'asilo all'estero oppure le attività politiche effettuate in esilio che conducono ad un timore fondato di persecuzioni future (cfr. DTAF 2010/44 consid. 3.5 e giurisprudenza ivi citata e 2009/29 consid. 5.1). Sulla base di tale disposto, al richiedente l'asilo che ha motivi d'asilo soggettivi insorti dopo la fuga è riconosciuta la qualità di rifugiato, negata la concessione dell'asilo e concessa l'ammissione provvisoria per inammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine (cfr. DTAF 2009/28 consid. 7.1 e Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2006 n. 1 consid. 6.1). Il motivo d'esclusione alla concessione dell'asilo previsto all'art. 54
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 54 Subjektive Nachfluchtgründe - Flüchtlingen wird kein Asyl gewährt, wenn sie erst durch ihre Ausreise aus dem Heimat- oder Herkunftsstaat oder wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise Flüchtlinge im Sinne von Artikel 3 wurden.
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AsylG Art. 54 Subjektive Nachfluchtgründe - Flüchtlingen wird kein Asyl gewährt, wenn sie erst durch ihre Ausreise aus dem Heimat- oder Herkunftsstaat oder wegen ihres Verhaltens nach der Ausreise Flüchtlinge im Sinne von Artikel 3 wurden.
LAsi ha portata assoluta e si applica indistintamente dal comportamento abusivo o meno dell'interessato all'estero (cfr. DTAF 2009/28 consid. 7.1 e giurisprudenza ivi citata). Inoltre, l'art. 54
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LAsi non autorizza il cumulo di motivi soggettivi insorti dopo la fuga con motivi
di fuga o motivi esistenti prima della stessa, o ancora di motivi oggettivi insorti dopo la fuga, insufficienti, da soli, a giustificare il riconoscimento della qualità di rifugiato (cfr. ibidem).

8.2 Secondo la Proclamation No. 24/1992 issued to regulate the issuing of travel documents, entry and exit visa from Eritrea, and to control residence permits of foreigners in Eritrea (di seguito: Procla-
mation No. 24/1992; < http://www.refworld.org/docid/3ae6b4e014.html >, consultato il 29.10.2014), un'uscita legale dall'Eritrea è possibile, tra l'altro, con un passaporto e un visto d'uscita validi (art. 11 Proclamation No. 24/1992). Questo Tribunale, nella sentenza D-3892/2008 del 6 aprile 2010 consid. 5.3.2, ha ritenuto che, in generale, da diversi anni le autorità eritree rilasciano visti d'uscita a poche persone, giudicate leali, unicamente a condizioni molto restrittive e contro pagamento di un'importante somma di denaro (si parla di controvalore di circa USD 10'000.-).
I bambini a partire dagli undici anni, gli uomini fino ai 54 anni e le donne fino ai 47 anni sono, di principio, esclusi dal rilascio di tale visto. Un'uscita illegale dal Paese viene considerata dalle autorità eritree come un segno di opposizione politica al regime e comporta delle sanzioni severe che comprendono una pena privativa di libertà fino a cinque anni e/o il pagamento di una multa fino a 10'000 Birr (cfr. art. 29 Proclamation No. 24/1992; D-3892/2008 consid. 5.3.2).

8.3 Il timore di essere sanzionati per renitenza o diserzione è oggettivamente fondato allorquando il richiedente è in contatto con le autorità militari (cfr. GICRA 2006 n. 3 consid. 4.10 pag. 39). In merito all'obbligo di leva, la giurisprudenza considera che in Eritrea le pene previste per renitenti e disertori sono sproporzionatamente severe e sono pertanto da considerare come motivate politicamente ("malus assoluto", GICRA 2006 n. 3 consid. 4.8 pagg. 37 e 38). Secondo le Linee guida dell'UNHCR sull'eleggibilità per la valutazione delle necessità di protezione internazionale dei richiedenti asilo provenienti dall'Eritrea vi sono informazioni basate su fonti ufficiali del Governo eritreo, secondo cui, sebbene la Proclamazione sul servizio militare (Proclamation on National Service No. 82/1995 of 1995 [Eritrea], 23 October 1995, http://www.refworld.org/ docid/3dd8d3af4.html , consultato il 29.10.2014) non faccia riferimento a esenzioni basate sul genere, le donne nell'esercito che si sposano sono sollevate dall'incarico. Tra le altre categorie che sarebbero esentate dal servizio nazionale sono incluse le donne musulmane, le madri nel periodo dell'allattamento, le donne sposate e le donne con figli (cfr. Linee guida
dell'UNHCR sull'eleggibilità per la valutazione delle necessità di protezione internazionale dei richiedenti asilo provenienti dall'Eritrea,
20 aprile 2011, pag. 12 e relativi riferimenti, in particolare nota 61, < http://www.unhcr.it/sites/53a161110b80eeaac7000002/asets/53a164290b80eeaac700013c/eritrea.pdf , consultato il 29.10.2014; Human Rights Watch, Worldreport 2014 - Eritrea, 21 gennaio 2014, pag. 2; Dr. David Bozzini, National Service and State Structures in Eritrea, 16 febbraio 2012, pag. 9).

9.
Non di meno, se, come nel caso in esame, a prima vista la ricorrente non fa parte delle persone suscettibili, di principio, di ottenere un visto di uscita per recarsi all'estero (cfr. D-3892/2008 consid. 5.3.2), questo Tribunale ritiene comunque che da solo, questo elemento, non è sufficiente per ammettere in modo schematico un'uscita illegale dal Paese, anche considerando come non di rado proprio persone in questa fascia di età, dopo aver ottenuto un visto, in modo deliberato non hanno più fatto rientro in Patria.

Per quanto concerne gli obblighi militari, stando alle dichiarazioni della ricorrente, al momento dell'espatrio non è mai stata in contatto con le autorità militari del suo Paese. In casu, non è quindi conseguente che in caso di ritorno nel suo Paese d'origine rischierebbe di essere esposta a degli atti di ritorsione dovuti alla violazione dell'obbligo di servire. Alla richiedente non può dunque essere riconosciuto un timore oggettivamente fondato di essere sanzionata per renitenza in caso di ritorno in Eritrea.

Circa le circostanze dell'espatrio, questo Tribunale ritiene, come l'autorità inferiore, che la ricorrente non ha reso verosimile di essere uscita illegalmente dall'Eritrea. Ella, pur non facendo parte delle persone che, di principio, avrebbero potuto ricevere un visto d'uscita, la qual cosa, come detto, da sola non è sufficiente per ritenere un'uscita illegale dal Paese, non ha d'altra parte fornito elementi di rilievo che permettano al Tribunale di ritenere che sia uscita illegalmente. I motivi che l'avrebbero condotta a lasciare il Paese sono stati giudicati inverosimili (cfr. consid. 7), così come le allegazioni nel loro insieme, comprese, in particolare, quelle riguardanti le circostanze nelle quali è espatriata, ciò che porta dunque a dubitare della credibilità generale della ricorrente.

In somma, se l'uscita illegale continua ad essere un fattore chiave per valutare il rischio in caso di ritorno, in virtù del principio secondo cui colui che vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova e a difetto supportarne le conseguenze, una persona che ha lasciato l'Eritrea non incorre in maniera generale in un reale rischio, anche se nell'età canonica di prestare servizio, se non consegue rendere verosimile che sia espatriato illegalmente.

In casu il Tribunale, a difetto di elementi contrari e concreti, ha fieri dubbi che la ricorrente sia addirittura partita dall'Eritrea e che non si sia già invece trovata all'estero. Non è opinione remota che nei Paesi confinanti con l'Eritrea - Etiopia e Sudan - così come in Kenya, Uganda, Arabia Saudita, Israele e Sud Africa, è presente una diaspora eritrea assai numerosa con molti cittadini eritrei che vivono in questi Paesi da diversi anni (cfr. Dan Connell, Refugees, Ransoms and Revolt - An update on Eritrea, Middle East Report, n. 266 [spring 2013], pag. 35). Nel caso in disamina, le dichiarazioni della ricorrente in merito all'Eritrea, alla vita quotidiana nonché alle circostanze dell'espatrio sono stereotipate, prive di dettagli e inconsistenti (cfr. verbale 1, pagg. 7 segg.; verbale 2, Q20-37, pagg. 3 seg. e Q151-161, pag. 14). Non può quindi essere escluso in modo aprioristico che la ricorrente si sia trovata già fuori dall'Eritrea al momento della partenza. Di conseguenza, il Tribunale ritiene che non ci siano elementi che indichino che la ricorrente sia espatriata nelle circostanze descritte ed in particolare illegalmente.

Sulla scorta delle precedenti considerazioni, codesto Tribunale non può riconoscere alla ricorrente di avere un timore fondato di subire delle persecuzioni future giusta dei motivi soggettivi insorti dopo la fuga e pertanto riconoscerle la qualità di rifugiato.

10.
Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'UFM pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia.

Gli insorgenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 14 Verhältnis zum ausländerrechtlichen Verfahren
1    Ab Einreichung des Asylgesuches bis zur Ausreise nach einer rechtskräftig angeordneten Wegweisung, nach einem Rückzug des Asylgesuches oder bis zur Anordnung einer Ersatzmassnahme bei nicht durchführbarem Vollzug kann eine asylsuchende Person kein Verfahren um Erteilung einer ausländerrechtlichen Aufenthaltsbewilligung einleiten, ausser es bestehe ein Anspruch auf deren Erteilung.
2    Der Kanton kann mit Zustimmung des SEM einer ihm nach diesem Gesetz zugewiesenen Person eine Aufenthaltsbewilligung erteilen, wenn: 2
a  die betroffene Person sich seit Einreichung des Asylgesuches mindestens fünf Jahre in der Schweiz aufhält;
b  der Aufenthaltsort der betroffenen Person den Behörden immer bekannt war;
c  wegen der fortgeschrittenen Integration ein schwerwiegender persönlicher Härtefall vorliegt; und
d  keine Widerrufsgründe nach Artikel 62 Absatz 1 des Ausländer- und Integrationsgesetzes vom 16. Dezember 2005 4 (AIG) 5 vorliegen.
3    Will der Kanton von dieser Möglichkeit Gebrauch machen, so meldet er dies dem SEM unverzüglich.
4    Die betroffene Person hat nur beim Zustimmungsverfahren des SEM Parteistellung.
5    Hängige Verfahren um Erteilung einer Aufenthaltsbewilligung werden mit dem Einreichen eines Asylgesuchs gegenstandslos.
6    Erteilte Aufenthaltsbewilligungen bleiben gültig und können gemäss den ausländerrechtlichen Bestimmungen verlängert werden.
2 nonché 44 LAsi come pure art. 32
SR 142.311 Asylverordnung 1 über Verfahrensfragen - Asylverordnung 1
AsylV-1 Art. 32 Nichtverfügen der Wegweisung - (Art. 44 AsylG) 1
1    Die Wegweisung aus der Schweiz wird nicht verfügt, wenn die asylsuchende Person:
a  im Besitze einer gültigen Aufenthalts- oder Niederlassungsbewilligung ist;
b  von einer Auslieferungsverfügung betroffen ist; oder
c  von einer Ausweisungsverfügung nach Artikel 121 Absatz 2 der Bundesverfassung 3 oder nach Artikel 68 AIG 4 betroffen ist; oder
d  von einer rechtskräftigen Landesverweisung nach Artikel 66 aoder 66 a bisdes Strafgesetzbuchs 6 oder Artikel 49 aoder 49 a bisdes Militärstrafgesetzes vom 13. Juni 1927 7 betroffen ist.
2    In den Fällen nach Absatz 1 Buchstaben c und d kann die kantonale Behörde beim SEM eine Stellungnahme zu allfälligen Vollzugshindernissen einholen. 8
dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4 e 2011/24 consid. 10.1).

Pertanto, anche sul punto di questione della pronuncia dell'allontanamento, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

11.
Ne discende che l'UFM, con la decisione impugnata, non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere d'apprezzamento e non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106
SR 142.31 Asylgesetz
AsylG Art. 106 Beschwerdegründe
1    Mit der Beschwerde kann gerügt werden:
a  Verletzung von Bundesrecht, einschliesslich Missbrauch und Überschreitung des Ermessens;
b  unrichtige und unvollständige Feststellung des rechtserheblichen Sachverhalts;
c  ...
2    Artikel 27 Absatz 3 und Artikel 68 Absatz 2 bleiben vorbehalten.
LAsi), per il che il ricorso va respinto.

12.

12.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto.

12.2 Ne consegue che le spese processuali, di CHF 600.-, che seguono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e
SR 172.021 Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren - Verwaltungsverfahrensgesetz
VwVG Art. 63 J. Beschwerdeentscheid / III. Verfahrenskosten - III. Verfahrenskosten
1    Die Beschwerdeinstanz auferlegt in der Entscheidungsformel die Verfahrenskosten, bestehend aus Spruchgebühr, Schreibgebühren und Barauslagen, in der Regel der unterliegenden Partei. Unterliegt diese nur teilweise, so werden die Verfahrenskosten ermässigt. Ausnahmsweise können sie ihr erlassen werden.
2    Keine Verfahrenskosten werden Vorinstanzen oder beschwerdeführenden und unterliegenden Bundesbehörden auferlegt; anderen als Bundesbehörden, die Beschwerde führen und unterliegen, werden Verfahrenskosten auferlegt, soweit sich der Streit um vermögensrechtliche Interessen von Körperschaften oder autonomen Anstalten dreht.
3    Einer obsiegenden Partei dürfen nur Verfahrenskosten auferlegt werden, die sie durch Verletzung von Verfahrenspflichten verursacht hat.
4    Die Beschwerdeinstanz, ihr Vorsitzender oder der Instruktionsrichter erhebt vom Beschwerdeführer einen Kostenvorschuss in der Höhe der mutmasslichen Verfahrenskosten. Zu dessen Leistung ist dem Beschwerdeführer eine angemessene Frist anzusetzen unter Androhung des Nichteintretens. Wenn besondere Gründe vorliegen, kann auf die Erhebung des Kostenvorschusses ganz oder teilweise verzichtet werden. 1
4bis    Die Spruchgebühr richtet sich nach Umfang und Schwierigkeit der Streitsache, Art der Prozessführung und finanzieller Lage der Parteien. Sie beträgt:
a  in Streitigkeiten ohne Vermögensinteresse 100-5000 Franken;
b  in den übrigen Streitigkeiten 100-50 000 Franken. 2
5    Der Bundesrat regelt die Bemessung der Gebühren im Einzelnen. 3 Vorbehalten bleiben Artikel 16 Absatz 1 Buchstabe a des Verwaltungsgerichtsgesetzes vom 17. Juni 2005 4 und Artikel 73 des Strafbehördenorganisationsgesetzes vom 19. März 2010 5 . 6
cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

13.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno abbandonato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d
SR 173.110 Bundesgesetz über das Bundesgericht - Bundesgerichtsgesetz
BGG Art. 83 Ausnahmen - Die Beschwerde ist unzulässig gegen:
1  ...
2  die Abgrenzung der Zonen im Rahmen des Produktionskatasters;
3  Streitigkeiten nach Artikel 8 des Postgesetzes vom 17. Dezember 2010 15 ;
4  die Ausweisung gestützt auf Artikel 121 Absatz 2 der Bundesverfassung und die Wegweisung,
5  Abweichungen von den Zulassungsvoraussetzungen,
6  die Verlängerung der Grenzgängerbewilligung, den Kantonswechsel, den Stellenwechsel von Personen mit Grenzgängerbewilligung sowie die Erteilung von Reisepapieren an schriftenlose Ausländerinnen und Ausländer;
a  Entscheide auf dem Gebiet der inneren oder äusseren Sicherheit des Landes, der Neutralität, des diplomatischen Schutzes und der übrigen auswärtigen Angelegenheiten, soweit das Völkerrecht nicht einen Anspruch auf gerichtliche Beurteilung einräumt;
b  Entscheide über die ordentliche Einbürgerung;
c  Entscheide auf dem Gebiet des Ausländerrechts betreffend:
d  Entscheide auf dem Gebiet des Asyls, die:
e  Entscheide über die Verweigerung der Ermächtigung zur Strafverfolgung von Behördenmitgliedern oder von Bundespersonal;
f  Entscheide auf dem Gebiet der öffentlichen Beschaffungen, wenn:
fbis  Entscheide des Bundesverwaltungsgerichts über Verfügungen nach Artikel 32 ides Personenbeförderungsgesetzes vom 20. März 2009 7 ;
g  Entscheide auf dem Gebiet der öffentlich-rechtlichen Arbeitsverhältnisse, wenn sie eine nicht vermögensrechtliche Angelegenheit, nicht aber die Gleichstellung der Geschlechter betreffen;
h  Entscheide auf dem Gebiet der internationalen Amtshilfe, mit Ausnahme der Amtshilfe in Steuersachen;
i  Entscheide auf dem Gebiet des Militär-, Zivil- und Zivilschutzdienstes;
j  Entscheide auf dem Gebiet der wirtschaftlichen Landesversorgung, die bei schweren Mangellagen getroffen worden sind;
k  Entscheide betreffend Subventionen, auf die kein Anspruch besteht;
l  Entscheide über die Zollveranlagung, wenn diese auf Grund der Tarifierung oder des Gewichts der Ware erfolgt;
m  Entscheide über die Stundung oder den Erlass von Abgaben; in Abweichung davon ist die Beschwerde zulässig gegen Entscheide über den Erlass der direkten Bundessteuer oder der kantonalen oder kommunalen Einkommens- und Gewinnsteuer, wenn sich eine Rechtsfrage von grundsätzlicher Bedeutung stellt oder es sich aus anderen Gründen um einen besonders bedeutenden Fall handelt;
n  Entscheide auf dem Gebiet der Kernenergie betreffend:
o  Entscheide über die Typengenehmigung von Fahrzeugen auf dem Gebiet des Strassenverkehrs;
p  Entscheide des Bundesverwaltungsgerichts auf dem Gebiet des Fernmeldeverkehrs, des Radios und des Fernsehens sowie der Post betreffend: 12
q  Entscheide auf dem Gebiet der Transplantationsmedizin betreffend:
r  Entscheide auf dem Gebiet der Krankenversicherung, die das Bundesverwaltungsgericht gestützt auf Artikel 34 16 des Verwaltungsgerichtsgesetzes vom 17. Juni 2005 17 (VGG) getroffen hat;
s  Entscheide auf dem Gebiet der Landwirtschaft betreffend:
t  Entscheide über das Ergebnis von Prüfungen und anderen Fähigkeitsbewertungen, namentlich auf den Gebieten der Schule, der Weiterbildung und der Berufsausübung;
u  Entscheide auf dem Gebiet der öffentlichen Kaufangebote (Art. 125-141 des Finanzmarktinfrastrukturgesetzes vom 19. Juni 2015 20 );
v  Entscheide des Bundesverwaltungsgerichts über Meinungsverschiedenheiten zwischen Behörden in der innerstaatlichen Amts- und Rechtshilfe;
w  Entscheide auf dem Gebiet des Elektrizitätsrechts betreffend die Plangenehmigung von Starkstromanlagen und Schwachstromanlagen und die Entscheide auf diesem Gebiet betreffend Enteignung der für den Bau oder Betrieb solcher Anlagen notwendigen Rechte, wenn sich keine Rechtsfrage von grundsätzlicher Bedeutung stellt;
x  Entscheide betreffend die Gewährung von Solidaritätsbeiträgen nach dem Bundesgesetz vom 30. September 2016 24 über die Aufarbeitung der fürsorgerischen Zwangsmassnahmen und Fremdplatzierungen vor 1981, ausser wenn sich eine Rechtsfrage von grundsätzlicher Bedeutung stellt oder aus anderen Gründen ein besonders bedeutender Fall vorliegt.
cifra 1 LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di CHF 600.- sono poste a carico dei ricorrenti. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza.

3.
Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, all'UFM e all'autorità cantonale competente.

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Sebastiana Stähli

Data di spedizione: